martedì 26 giugno 2012

Ingredienti da evitare nei cosmetici

-Alcohol (isopropyl)
Denaturante e solvente, è una sostanza derivata dal petrolio ed utilizzata come antigelo o per l'appunto come solvente. E' possibile trovarla in tinture per capelli, creme per le mani, profumi e in altri cosmetici.

- Antiossidanti chimici  (Butil idrossi toluolo: Butylhydroxytoluol)
Sostanze di sintesi che possono provocare allergie, cancerogene e nocive per il patrimonio ereditario, INCI: BHT, BHA.

- C- Numeri dispari (Es. C13-15)
La presenza di numeri negli INCI è poco rassicurante. Non è detto che siano sempre garanzia di sostanze pericolose e dannose per la salute e per l'ambiente, ma nella maggior parte dei casi trattasi di elementi poco chiari, sintetici e/o tossici. In questo caso parliamo di sostanze sintetiche, solitamente tensioattivi, emulsionanti e solventi. Possono essere più o meno tossici, allergizzanti, poco o per nulla biodegradabili.
 
- Coloranti
Usati nelle tinte per capelli contengono molte sostanze tossiche quali il benzene, naftalene, fenolo, xilene, creosolo. Molti di questi colori hanno mostrato potenziale attività carcinogenica: irritazione della pelle, reazioni allergiche, dermatiti da contatto. Può causare tumore in animali da laboratorio.

- Composti organici alogenati
 Allergenici e mutageni INCI: componente 'cloro' o 'bromo', ad esempio clorfenesina.

- DEA (diethanolamine), MEA (monoethanolamine), TEA (triethanofamine), MIPA (isopropylamine)
Queste diciture si trovano solitamente in compagnia del composto, spesso tensioattivi, neutralizzato (Es. Cocamide MEA, Lauramide DEA). In alcune condizioni, come in presenza di agenti nitrosanti (nitrati, nitriti, ossido di azoto), può rilasciare formaldeide e creare le nitrosoammine, molto pericolose per la loro attività cancerogena. Inutile dire che sono inquinanti.

-DMDM hydantoin, Imidazolidinyl urea (imidurea), diazolidinyl urea, formaldheyde, methylchloroisothiazolinone, methylisothiazolinone, sodium hydroxymethylglycinate, Chlorexidine
Sono conservanti che rilasciano formaldeide, sostanza potenzialmente cancerogena nota anche con il nome commerciale formalina. Questa sostanza può irritare l'apparato respiratorio, causare reazioni alla pelle e/o innescare palpitazioni cardiache. Può essere anche responsabile di dolori articolari, emicranie, dolori al petto, infezioni alle orecchie, fatica cronaca, capogiri, perdita del sonno, depressione, allergie, asma ed infine può aggravare tosse e raffreddori. Ingredienti che rilasciano formaldeide si trovano in molti prodotti per la cura di pelle, corpo e capelli, antitraspiranti e lacca.Provocano allergie, modificano le proteine e il patrimonio genetico, cancerogeni, INCI: imidazolidinil-urea, diazolidinil-urea, bronopol, 2-bromo, 3-diol, bronidox, 5-bromo-5-nitro-1,3-diossano, DMDM idantoina

-EDTA (Acido etilendiamminotetracetico)
Questa sostanza, sintetizzata partendo da elementi come l'etilendiammina, la formaldeide e il cianuro di sodio, è utilizzata per migliorare l'azione dei tensioattivi (diminuisce la durezza delle acque) e come coadiuvante di altri additivi battericidi. E' una sostanza altamente inquinante, è un solubilizzante dei metalli estremamente inquinante e dannoso per la fauna marina. Negli INCI lo possiamo trovare nel finale di alcuni agenti sequestranti (Es. Tetrasodium EDTA, Calcium Disodium EDTA).

- Glicole propilenico (Propylene Glicol)
 Solvente, tensioattivo e umettante derivato dal petrolio. Si usa come antigelo per motori e per molti altri usi industriali. Nei cosmetici ha diverse funzioni, tra cui quella di solvente usato per estrarre principi attivi dalle piante. Capace di danneggiare le membrane cellulari, può causare diversi problemi cutanei come irritazione o secchezza, anche a dosaggi non elevati. Negli Stati Uniti, il Material Safety Data Sheet, il documento che contiene le norme di sicurezza ufficiali per l’uso delle diverse sostanze, avverte: «avoid contact with skin» (evitare il contatto con la pelle).

- Metilparaben, propilparaben
La cosmesi industriale deve garantire una conservazione di almeno 2 anni e mezzo e necessita quindi di conservanti molto potenti che esercitano un potere germicida anche sulla pelle, distruggendo purtroppo anche la normale e sana flora batterica naturale che protegge la nostra pelle, aumentandone così la sensibilità e il rischio di reazioni allergiche ed infezioni.

-Nonoxynol (nonilfenoli)
Si tratta di una molecola tossica, in grado di interferire con il sistema ormonale (sia nostro che degli organismi acquatici), bandita dai cosmetici venduti nei paesi dell'Unione Europea.

- PEG (Polietylenglicole o glicole polietilenico ), PPG (Polipropilenglicole o Glicol polipropilenico), Glicol
Si tratta di derivati petroliferi, che contengono impurità residue del processo di etossilazione, ragione per cui sono certe tracce di diossano e/o ossido di etilene (certamente cancerogene). Negli INCI lo troveremo combinato a numeri ed anche a nomi latini e/o inglese, questo perché a differenza dei petrolati PEG e PPG vengono legati con una base, come ad esempio un olio vegetale (Es. PEG-20 Oleate). Il numero associato al PEG o al PPG indica quanti moli di ossido di etilene sono "attaccati" ad ogni mole della base, questo valore ci segnala quanti residui ci sono: motivo per cui è meglio un numero basso che alto. Non è raro trovare la radice Glicol o Glycol, solvente petrolifero, anche in questo caso bisogna fare attenzione.

-Petrolati: Petrolatum, Paraffinum liquidum, Vaselina, Mineral Oil
Tanti nomi diversi, ma la sostanza è sempre la stessa! Stiamo parlando di sostanze di derivazione petrolifera, scarti che vengono utilizzati in cosmesi.(altro non sono che derivati del petrolio proprio come la benzina, come le paraffine, usate perchè poco costose ed essendo sostanze 'morte' durano molto; si legano al sebo della pelle producendo una sostanza dannosa per la stessa, provocano stasi termica, allergie e sono nocive per l'ambiente, INCI: liquido di paraffina, vasellina, olio minerale, cera microcristallina, petrolato, ceresina, ecc.)

- Polimeri: Carbomer, Crosspolymer, Acrylate(s), Styrene (stirene, stirolo, vinilbenzene), Copolymer (copolimero), Nylon
Sono polimeri sintetici addensanti, di derivazione petrolifera. Non esistono classificazioni specifiche che parlino di agenti cancerogeni certi, ma sul tema ambientale è certa la loro non biodegradabilità.
Il Carbomer è usato in cosmesi come addensante, non è nocivo per la pelle, ma potrebbe creare intolleranze o sensibilizzazioni (viene impiegato a pH 7 che ovviamente non corrisponde al pH fisiologico). Il Crosspolymer è una radice che viene usata per indicare polimeri diversi dal Carbomer.
L'Acrylate(s) è il composto dell'acido acrilico, che viene prodotto prevalentemente dal propilene, un gas ottenuto come sottoprodotto della lavorazione nelle raffinerie petrolifere. E' una sostanza molto reattiva sia da sola che in compagnia di altri composti come lo stirene, che generano polimeri utilizzati nell'industria per preparare plastiche, adesivi, vernici e via dicendo.
Lo Styrene è una sostanza sintetica, anzi, trattasi di plastica liquida. La sua funzione è quella di sbiancare il prodotto, nulla più. Oltre a non essere biodegradabili è sospettato come possibile agente cancerogeno.
Il Copolymer si trova accompagnato ad altre diciture ed indica tutte quelle macromolecole, costruite con catene polimeriche contenenti due o più tipi di monomeri. Tutte queste sostanze seguite da Copolymer, sono totalmente sintetiche e per nulla biodegradabili. Sul nylon, fibra sintetica molto utilizzata e famosa per via delle calze, non c'è molto da dire, tranne che si ritrova negli INCI solitamente accompagnato da numeri.

-Poloxamer
Si tratta di un polimero simmetrico a blocchi impiegato come emulsionante, solubilizzante, condizionante e tensioattivo. E' una sostanza sintetica, dannosa per la salute, nello specifico per il sistema immunitario, alcuni studi hanno mostrato che in alti dosaggi possono esserci effetti negativi sul cervello e/o sistema nervoso.
Secondo studi della Toxicant and Disease Database, la sostanza può causare tossicità al sistema respiratorio ed immunitario, colpendo anche i polmoni manifestandosi con disturbi asmatici e reazioni allergiche. La Cosmetic Ingredient Review Assessments assicura che non vi sono pericoli nell'uso del poloxamer nei cosmetici, ma ammettono che il quadro è in completo, mancano dati e le analisi sono state condotte su un surrogato e non sulla sostanza vera e propria. La RTECS sostiene che possa causare problemi gastrointestinali ed influire sul sistema nervoso e sul cervello, con forme di sonnolenza e lieve depressione. La forma gassosa è quella che parrebbe essere più tossica per la salute umana, c'è comunque da dire che questa sostanza può contenere impurità dannose sia per i consumatori dei prodotti cosmetici, che per l'ambiente stesso in quanto di derivazione sintetica e per niente biodegradabile.
Sui siti italiani sensibili al problema, questa sostanza viene bollata come agente allergenico, oltre che responsabile di sterilità e probabile mutagene.

- Profumi (Parfum)
Questa definizione generalmente indica i profumi sintetici, un gruppo di sostanze vastissimo; più raramente sta a indicare miscele di essenze naturali o loro derivati non meglio classificati. In un singolo prodotto la voce Parfum può indicare un insieme di molte decine o anche centinaia di sostanze diverse. Alcuni profumi sintetici possono penetrare attraverso la pelle e accumularsi nei tessuti; ad esempio recentemente in Germania è stato ritirato dal commercio un profumo diffusissimo, il muschio ambretta, dopo che ne era stata provata la tossicità per il sistema nervoso. Poco si sa degli effetti a lungo termine di molti altri profumi largamente utilizzati nei cosmetici.

-Siliconi: -one, -thicone, -siloxane
E' un olio ottenuto con processi inquinanti, è molto utilizzato nella cosmesi moderna per via di diversi vantaggi ed effetti che hanno sulla pelle.
E' difficile fare una lista precisa delle sostanze siliconiche, quindi dovremo andare alla ricerca delle finali di queste nomenclature per capire se si tratti di un silicone o meno. Dietro a tutte queste sostanze si nascondono caratteristiche anche completamente diverse, ragion per cui spetta a voi evitarli totalmente od accettare qualche compromesso. Non ha alcuna funzione idratante, anzi, moltre persone riscontrano il problema inverso anche se spesso per accorgersene bisogna sospendere l'utilizzo del prodotto. La disidratazione è dovuta all'elevato potere solvente del silicone, una caratteristica che non danneggia solo la pelle ma denatura i principi attivi vegetali che magari erano presenti nella formula dichiarata nell'INCI.
Studi comprovati, riguardanti il loro utilizzo a lungo termine su pelle, non ve ne sono.
-SLS (Sodio lauril solfato) e SLES (Sodio Laureth Solfato)
Sodio laurilsolfato (Sodium Lauryl Sulfate). Tensioattivo molto sgrassante, presente in moltissimi detergenti, viene usato anche per pulire motori e officine meccaniche e come sverniciante. Può essere irritante per la pelle e per gli occhi; rende la pelle più penetrabile da parte di sostanze nocive che potrebbero essere presenti nello stesso prodotto, ad esempio
alcuni conservanti o le sostanze derivate dalla loro decom-posizione all’interno del prodotto. Può ritardare la cicatrizzazione delle lesioni della cornea, e può danneggiarla, a seconda della concentrazione e del tempo di contatto, soprattutto nei bambini. È accusato di favorire la caduta dei capelli e altre alterazioni del cuoio capelluto (iperseborrea, forfora, eczema).
Sodio lauriletere solfato (Sodium Laureth Sulfate). Tensioattivo molto sgrassante (anche se meno del Sodio laurilsolfato), presente in moltissimi detergenti. Durante la sua produzione si forma diossano, una sostanza cancerogena difficile da eliminare dal prodotto finale, e che può contaminarlo in traccia. Alcune ricerche proverebbero che lo SLES può reagire con altre sostanze comunemente presenti nei cosmetici, portando alla formazione di nitrosammine, sostanze cancerogene che possono penetrare attraverso la pelle.

-Triclosan
Battericida usato in molti prodotti tra cui dentifrici, colluttori, deodoranti, detergenti, creme. È sospettato di essere cancerogeno, e ha un notevole grado di tossicità. La sua lavorazione può produrre diossina, sostanza nota per il suo alto tasso di tossicità. Secondo alcune ricerche un uso sistematico di questa sostanza può favorire lo sviluppo di colonie di microrganismi potenzialmente patogeni, sopprimendo invece la microflora benefica. La stessa accusa è stata rivolta ad altri battericidi come la clorexidina (Chlorexidine). La pericolosità di queste sostanze è maggiore in caso di contatto con le mucose, come avviene all’interno della bocca.

-Trimonium e  dimonium
trattasi di sostanze solitamente impiegate come antistatici (soprattutto nei detergenti per capelli). Sono segnalati per la loro acuta tossicità ittica e la scarsa biodegradabilità.

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